Commemorazione dei giovani partigiani vimercatesi (1/02/2026) – prof.ssa Motta

In ricordo dei partigiani vimercatesi

Testo adattato da Ribelli per amore della Libertà di Carlo Levati

Non è inutile affermare che la guerra è inutile per tutti. I segni che lascia sono, talvolta, incancellabili. Sopravvivere, poi, nel periodo in cui essa infuria è quantomeno problematico

Eravamo giovani, senza esperienza, ma, scaraventati nella bufera della guerra, diventammo adulti in fretta. I nostri vent’anni non mancavano di coraggio, una coscienza maturava in noi sebbene ancora confusa nel decidere sul domani.

In quei giorni ci tornava alla mente quello che i nostri padri ci raccontavano nel chiuso delle nostre case: la prepotenza con la quale il fascismo era salito al potere, con le squadracce nere che bruciavano le sedi sindacali e le cooperative socialiste e cattoliche; come veniva impedito agli universitari la scuola libera e come veniva negata la realtà delle altre nazioni libere.

Noi, in quei giorni abbiamo deciso di combattere e lottare per riscattarci e per far trionfare l’ideale di libertà che il fascismo per vent’anni aveva offuscato.

Eravamo pochi amici ma molto fidati e soprattutto con le idee chiare, per cui non si tardò molto a trovare un punto di intesa e così decidemmo di scuotere l’opinione pubblica vimercatese. Con l’aiuto di una macchina da scrivere, a casa del signor Franco Corbetta venne elaborato e redatto un volantino contro i fascisti repubblichini che affiggemmo davanti a tutti i negozi di Vimercate durante il coprifuoco.

La reazione dei fascisti fu immediata: vennero incolpati degli studenti, poi dei giovani lavoratori. Erano decisi a scoprire il colpevole e non transigevano, dando l’idea di voler fare sul serio; noi eravamo disarmati e, date le circostanze, occorreva che ci procurassimo qualche arma e che trovassimo una base stabile dove incontrarci. Trovammo un cascinotto in aperta campagna. In questo gruppo c’erano Aldo Motta, Pierino Colombo, Emilio Cereda, Luigi Ronchi, si sarebbero uniti poi anche Renato Pellegatta e Iginio Rota.

Entrammo così nella clandestinità, il che significava come prima cosa vivere lontani dalle nostre famiglie. Noi, contenti di avere preso questa decisione, organizzammo il nuovo modo di vivere clandestinamente.

Ascoltavamo Radio Londra, e preparavamo tanti volantini; con questi messaggi eravamo riusciti a dare un certo impulso all’opinione pubblica e un certo avviso ai fascisti. Si stava creando una coscienza nella gente sia di Vimercate sia delle zone adiacenti e uno stimolo a partecipare al cambiamento. Non era giusto attendere passivamente, mentre giovani di altri Paesi combattevano e morivano per la nostra libertà. Questa è stata una riflessione che ci ha sempre accompagnato e confortato durante i venti mesi di lotta armata.

Occorreva prendere delle precauzioni incominciando dai nostri nomi. Ci eravamo imposti dei nomi di battaglia:

 

RENATO PELLEGATTA era RENA

LUIGI RONCHI era NABO

PIERINO COLOMBO era RABO

EMILIO CEREDA era CID

ALDO MOTTA era MIRKO

IGINIO ROTA era ACCIAIO.

Reperimmo armi, stabilimmo contatti con altri piccoli gruppi di compagni come quello di Rossino, con un gruppo di giovani dell’Oratorio e con la 104° Brigata Garibaldi che operava nel territorio tra Arcore, Velate e Usmate tramite le staffette partigiane.

Iniziammo le nostre azioni di sabotaggio contro i nazifascisti.

La sera del 20 ottobre 1944 preparammo il nostro primo attacco al campo di aviazione di Arcore: nell’hangar erano pronti per il decollo 6 aerei che avremmo dovuto sabotare e lo facemmo con esito positivo. 

Quello era un luogo strategico per le comunicazioni, poiché nei capannoni c’erano camion militari in riparazione e nell’hangar c’erano degli aerei, pertanto decidemmo di pianificare un secondo attacco, previsto per la sera del 29 dicembre 1944, in quell’occasione purtroppo venne colpito mortalmente Iginio Rota.

In seguito alla segnalazione di una spia fascista, fummo identificati, arrestati e portati prima nel carcere di Monza, poi a San Vittore. Il 29 gennaio 1945 il Tribunale Militare Straordinario di Guerra di Milano, dopo un processo a porte chiuse, pronunciò la sentenza con cui fummo condannati a morte. Avevano condannato a morte in contumacia anche Carlo Levati e a trent’anni di carcere per minore età Enrico Assi, Felice Carzaniga, Carlo Verderio, Angelo Nava.

I giornali fascisti ci avevano definito dei terroristi e dei banditi.

Il 2 febbraio alle 7.30 del mattino fummo portati al campo di aviazione di Arcore, chiedemmo di essere fucilati in piedi, al petto e senza benda sugli occhi: eravamo dei patrioti, non dei traditori. La nostra richiesta non fu esaudita. Prima dell’esecuzione gridammo “viva la libertà” e “ciao mamma”.

Il giorno seguente i vimercatesi, spontaneamente, si recarono al luogo dell’eccidio, sfidando i posti di blocco, e anche Radio Londra diede la notizia dell’esecuzione.

L’8 maggio finalmente venne dichiarata la fine della Seconda guerra mondiale. Dopo cinque anni finalmente le luci si accesero in strada e nelle case e quello fu un grande giorno. Il 13 maggio 1945 i nostri corpi furono trasferiti dal cimitero di Arcore al cimitero di Vimercate. Il corteo funebre, con le bare portate a spalla dai partigiani, fu accompagnato da una moltitudine di persone che si strinsero a noi con commozione e riconoscenza. Nella Chiesa di Santo Stefano venne officiata la Messa in nostro onore. 

Il 19 maggio al cimitero la maestra Vignarca della scuola elementare che anche noi avevamo frequentato ricordò con le scolaresche il nostro sacrificio: ci descrisse come animi sensibili, incapaci di tollerare il dolore altrui, riscattò i nostri nomi da chi ci aveva accusato di essere dei delinquenti, ci indicò ai bambini come esempi per costruire un futuro di libertà e di fratellanza.

 

Hanno letto Alessandro Galeota liceo Banfi, Emma Monachello 3B Saltini, Nicolò Scudellaro 2C Saltini, Vittoria Radaelli 3C Saltini, Andrea Lo Gerfo 2C Saltini, Matteo Mungari 1D Saltini, Giacomo Cereda 3D Calvino.

Hanno partecipato anche Greta Lorenzo Gerfo 2D Saltini, Lorenzo Battino 3B Saltini, Emma Avvantaggiato 3C Saltini, Giovanni Gallo 3C Saltini

 

Commemorazione dei giovani partigiani vimercatesi (1/02/2026) – prof.ssa Motta