Tutti conosciamo l’inferno di Dante, ma quanti possono dire di averlo costruito in classe?
Qualche mese fa, la prof.Gandossi ci ha fatto fare un lavoro fuori dal normale: prendere i gironi dell’inferno della Divina Commedia e ri-interpretarli a modo nostro.
Il progetto è iniziato analizzando vari gironi, i peccatori e le punizioni inventate da Dante.
Ma non ci siamo fermati alla teoria. La parte più divertente è stata “attualizzare” l’Inferno.
Ci siamo messi a pensare a come sarebbero i gironi oggi, ambientandoli nelle situazioni di tutti i giorni qui a scuola, tra compagni.
Chi metteremmo tra i chiacchieroni? E fra i traditori?
Diciamo che sono emerse delle idee parecchio azzeccate (e divertenti!
).
).Dopo la teoria, siamo passati alla pratica. Ci siamo divisi in gruppi e ogni team ha dovuto rimboccarsi le maniche per creare un vero e proprio modellino tridimensionale dell’Inferno.
Regola numero uno?
Usare i materiali di recupero. Abbiamo svuotato le nostre camerette e abbiamo trovato e portato in classe di tutto, anche cose che non immaginavamo neanche di avere: scatole di cartone, polistirolo per fare la struttura a imbuto e i vari livelli, colla a caldo e vinilica, tempere e pennarelli per colorare le pareti dei gironi (ovviamente il rosso e il nero sono stati i prescelti), plastica, vecchi giocattoli e personaggi modificati per dare vita a tutte le anime di peccatori, ma soprattutto a Lucifero
.
.Lavorare a gruppi ci ha permesso di unire le idee: c’era chi progettava la struttura, chi dipingeva e chi creava i dettagli più piccoli. Alla fine, ogni gruppo è riuscito a dare forma al proprio inferno, ognuno unico a modo suo.
È stato un lavoro diverso dal solito.
Spesso la letteratura sembra una cosa lontana e noiosa, ma vederla prendere vita con del semplice cartone riciclato e tanta fantasia, ce l’ha fatta vivere in un modo nuovo.
Di sicuro, dopo averci passato i pomeriggi a incollare e colorare, l’inferno di Dante non lo dimenticheremo facilmente!

L’Inferno della 2B: Dante tra i banchi di scuola (Viola Ornaghi, 2B)













