Le interviste ai nostri modelli di vita (Classe 2A, prof.ssa Irene Pasqualini)

Gli alunni e le alunne della 2A, con la guida della prof.ssa Irene Pasqualini, hanno immaginato di intervistare il personaggio famoso che vedono considerano il proprio modello di vita.

Ecco alcuni dei loro lavori: buona lettura!

INTERVISTA A CHARLES LECLERC, PILOTA DI F1

di Angelica Bartucci 2A    

 

A: Stasera, qui sul canale “Gurulandia”… Abbiamo un ospite speciale: direttamente da Monte Carlo, ecco a voi… Charles Leclerc!

 

CL: Grazie, sono felicissimo di essere qui!

 

A: Com’è stato crescere e vivere a Monte Carlo? Per noi è come un paradiso.

 

CL: Alla fine non è così speciale… Ma è molto bello, mi ricordo che ogni bambino sia della mia età o più piccolo desiderava essere un pilota di F1.

 

A: E la tua famiglia? Ho sentito che tua madre è una parrucchiera; ti ha fatto lei il taglio che hai stasera?

 

CL: Beh, io ho una famiglia abbastanza benestante. Si, mia madre è una parrucchiera, da piccolo mi facevo fare la permanente da lei. La mia famiglia è sempre stata appassionata di motori, anche i miei fratelli, Arthur e Lorenzo.

 

A: So che hai iniziato da piccolo a guidare Kart, quanti anni avevi?

 

CL: Avevo tre anni, un amico di mio padre mi aveva legato al suo kart; io avevo un kart che mio padre aveva modificato del tutto: telaio, volante…

 

A: Bello! Eri piccolino! Hai mai pensato che nella tua vita hai più guidato che camminato?

 

CL: Non ci avevo pensato! Però è vero! 

 

A: Che scuola hai fatto a Monte Carlo? Immagino che sia legata ai motori, è così?

 

CL: No, non c’entra niente la scuola che ho frequentato! Sono andato al “Liceo Albert Premiere”: è uno scientifico statale. Per non essere bocciato studiavo nel paddock, prima delle gare, e… mentre guidavo, ripetevo.

 

A: Che difficoltà hai vissuto durante la tua vita, che abbiano influenzato anche la tua carriera?

 

CL: Sicuramente il mio periodo più difficile è stato quando avevo venti anni, nel 2019, e sono morti prima mio padre e poi, poco dopo, anche il mio migliore amico, Jules Bianchi, nel mio primo anno in F1… Prima che mio padre morisse, io non ero ancora in F1… Gli ho mentito, per farlo felice: volevo che fosse orgoglioso di suo figlio, per l’ultima volta. Mia madre si arrabbiò con me, dopo la sua morte, ma le risposi: “E’ il mio dovere”.

 

A: Quando hai capito di avere realizzato il tuo sogno?

 

CL: Entrare nel team Ferrari è sempre stato il mio sogno; quando sono entrato ho capito che non mi interessava se perdevo, ma volevo solo stare con la mia famiglia, la Ferrari.

 

A: Durante il Covid, come ti allenavi? Non si poteva gareggiare…

 

CL: A casa, io e gli altri piloti facevamo dei tornei al simulatore online. Mi sono divertito tantissimo! Sono nati tanti meme.

 

A: Ho saputo che, durante una tua live su Twitch, hai chiuso per sbaglio la tua ragazza fuori di casa e non la sentivi, è vero? Lei ha dovuto installare Twitch per farsi aprire la porta. Confermi?

 

CL: Sì, è successo! Non avevo sentito il campanello, e neanche il telefono…

 

A: Ti avrà fatto dormire sul divano per qualche giorno… Sei un ragazzo multiforme, che sa fare tantissime cose: ce ne vuoi dire alcune?

 

CL: Faccio il modello, so suonare il pianoforte, so parlare quattro lingue: inglese, francese, italiano e sto iniziando a imparare lo spagnolo!

 

A: Wow! Sei fantastico! Per questo ti ammiro! Sei sempre solare, pieno di speranze! Ma soprattutto ti ammiro perchè sei molto carino senza impegnarti!

 

CL: Innanzitutto grazie per i complimenti! E anche tu sei molto carina… 

 

A: Grazie di tutto! La puntata finisce qui, ma prima… Visto che parli molto bene italiano… Nella carbonara, ci va la panna???

 

CL: No! Non ci va! Ci vanno uovo, pepe, pecorino e guanciale! Comunque grazie a voi e arrivederci! 

 

A: Arrivederci! E noi ci vediamo alla prossima puntata! 

INTERVISTA A JANNIK SINNER,TENNISTA

di Cecilia Sirtori 2A

 

GIORNALISTA: “Buongiorno a tutti, oggi abbiamo la possibilità di incontrare un ospite speciale: il campione di tennis Jannik Sinner!”.

 

SINNER: “Grazie a tutti, per me è un vero onore essere qui e poter trasmettere e raccontare la mia storia”.

 

GIORNALISTA: “Per iniziare: hai qualcosa che ci vorresti dire  riguardo il tuo modello di vita o quello delle persone che ti ammirano e che ti supportano?”.

 

SINNER: “Ritengo che chiunque possa avere diversi modelli da cui prendere esempio per i vari aspetti della vita: studio, lavoro, musica, amicizia… 

Secondo me avere un modello di vita non significa copiare qualcuno o qualcosa, ma semplicemente prendere spunto dalle qualità positive per poi costruire la propria personalità”.

 

GIORNALISTA: “Che pensiero profondo, e ora ci vorresti dire dove sei nato e quando?”.

 

SINNER: “Sì, certo, alla fine sono qui per questo. Sono nato il 16 agosto 2001 a San Candido, in Trentino Alto Adige”.

 

GIORNALISTA: “Hai iniziato subito con il tennis oppure prima hai praticato altri sport?”.

 

SINNER: “Io ho sempre dimostrato amore per lo sport e non posso pensare ad una vita senza sport e movimento. Da piccolo ho iniziato con lo sci, ottenendo grandi risultati. Alle elementari , invece, ho iniziato a frequentare anche lezioni di tennis, finchè non ho preferito questo”.

 

GIORNALISTA: “Hai mai affrontato sfide nella vita che abbiano ostacolato la tua carriera?”.

 

SINNER: “Molte! Ad esempio, per migliorare nel tennis ho dovuto lasciare la mia casa e i miei affetti, perché mi sono trasferito a Bordighera, in Liguria.

 

Sono cresciuto lontano dalla mia famiglia, in un ambiente competitivo, dove ho potuto allenarmi e coltivare il mio interesse per il tennis”.

 

GIORNALISTA: “Hai avuto infortuni che hanno rallentato il tuo percorso da tennista?”.

 

SINNER: “Da giovane avevo un fisico esile e per questo motivo ho dovuto allenarmi più duramente rispetto ad altri”.

 

GIORNALISTA: “Che traguardi o risultati hai ottenuto e che emozioni provi durante una partita?”.

 

SINNER: “Nonostante le varie sconfitte e le dure delusioni non mi sono mai arreso e sono riuscito a raggiungere traguardi inimmaginabili che sinceramente non mi sarei mai aspettato di toccare: nel 2024 ho vinto quattro slam, diventando numero uno al mondo; nel 2023 e nel 2024 ho vinto due volte la Coppa Davis, dimostrando a tutto il mondo che ero un vero campione e inoltre sono stato il primo italiano ad aver vinto dieci partite consecutive senza perdere un set.

Per quanto riguarda le emozioni, durante la partita provo molta tensione! I muscoli mi si irrigidiscono e mi sento il vuoto nello stomaco”.

 

GIORNALISTA: “Personalmente ti ammiro molto, perchè, nonostante l’alto livello a cui giochi, rimani sempre un ragazzo umile e rispettoso. Sei un perfezionista che si impegna sempre per crescere e migliorare e, anche se sei un tennista veramente giovane, hai dimostrato di essere molto maturo”.

 

SINNER: “Grazie mille per i bellissimi complimenti, non ce n’era bisogno”.

 

GIORNALISTA: “Te li meriti per il coraggio e la determinazione che hai avuto fin da piccolo. Penso che sei un ottimo modello di vita sportiva, perché insegni che con impegno e serietà si possono raggiungere risultati straordinari, mantenendo sempre i piedi per terra”.

 

SINNER: “Spero di trasmettere la mia passione e di aiutare le persone che hanno in questo momento il bisogno di credere in se stessi”.

 

GIORNALISTA: “Oggi abbiamo intervistato una star del tennis! Spero che via sia piaciuto ma soprattutto… Ringraziamo con un grande applauso Jannik Sinner!”.

 

SINNER: “Grazie per oggi, per avermi dato la possibilità di trasmettere a voi quello che penso. Spero di rivedervi presto e ricordate: “Le coppe si vincono durante l’allenamento e si ritirano alle gare!”.

INTERVISTA A NICOLE CERESETO

di Ginevra Patrian 2A

 

Giornalista (G.): “Buongiorno a tutti, oggi siamo qui, a Radio KissKiss, con un’ospite speciale… Nicole Cereseto!”

 

Nicole (Nichi): “Ciao a tutti!”

 

G.: “Oggi ti faremo molte domande! Se vuoi cominciare a raccontare la tua storia è un grandissimo piacere, così gli spettatori cominciano a conoscerti”.

 

Nichi: “Ciao, io sono Nicole Cereseto, ho ventisei anni, e la mia più grande passione è l’equitazione. La pratico da quando sono piccola e questo sport mi fa stare bene. Sono cresciuta a Monza e ho iniziato a montare alle elementari. Il primo centro ippico in cui sono stata era vicino a casa mia e ora vado a Besana Brianza: si chiama “Valle Verde”. Io mi definisco una persona molto solare, gentile e non mi stanco mai di nuove sfide!”. 

 

G.: “Ok Nicole, iniziamo con la prima domanda: cosa ti ha fatto iniziare questo sport e qual è stato il tuo primo traguardo?”.

 

Nichi: “Allora; iniziai questo sport alle elementari. Prima avevo provato la ginnastica artistica e il basket, ma non erano decisamente i miei sport; arrivai all’equitazione e mi si aprì un mondo! Io scelsi il salto ostacoli perchè mi colpì di più e … Non so, ero proprio me stessa! Il mio primo traguardo fu esattamente a Natale; quando mio padre mi chiamò nel suo ufficio e mi disse: “Scegli il tuo regalo di Natale” e nella schermata del suo PC c’erano delle pony … una in particolare mi colpì:  si chiamava Heaven, era una pezzata, fantastica! Dopo un periodo felice insieme a lei peggiorai a scuola e Heaven si fece male a un tendine. I miei genitori erano arrabbiati, quindi mi tolsero le lezioni e io mi limitai solamente ad andare in maneggio per fare camminare Heaven, che non poteva rimanere nel box tutto il giorno. Io ero triste e sentivo che mi mancava qualcosa”.

 

G.: “Bene, storia quasi commovente! Ora, dimmi quali sono i cavalli con cui ha fatto più carriera e quali sono stati gli ostacoli per te più ardui da superare?”.

 

Nichi: “I miei cavalli più grandi fino ad oggi sono stati tre. Il primo fu Nupilot; con lui ebbe inizio la mia vera carriera. Arrivammo sul podio in molte gare, morì nel 2020, per vecchiaia, dopo il suo trasferimento in una pensione. Dopo di lui ebbi altri due cavalli, tra cui Cubalibre. Ecco, lui era un cavallo santo; era il più dolce, lui saltava qualsiasi cosa… Ad esempio: avevi una distanza brutta da un salto e lui … lo saltavo lo stesso! Io mi affezionai particolarmente a lui. Infine l’ultima cavalla, che purtroppo persi, fu Corbreka. L’avevo acquistata nel 2022, in un periodo buio della mia vita, in cui mi sentivo un po’ male. Con lei feci gare in Francia e mi classificai! Il primo avvertimento di malessere fu con la prima colica. Avevo già cambiato maneggio e con lei non gareggiavo più, perché cominciò ad avere coliche sempre più frequenti. Fino ad arrivare al 2024, dove purtroppo mi lasciò. Mi rimasero due cavalli, ma ero distrutta e diciamo anche un po’ depressa, perchè lei mi aveva salvato da un periodo buio”.

 

G.: “Mamma mia, sto per piangere… Immagino il tuo dispiacere. Ti faccio ancora qualche domanda: il livello più alto raggiunto? E, la tua vita, ora, ti sembra completa? 

Perchè so che hai altri amici a quattro zampe… 

 

Nichi: “Sì, è vero! Io ho esattamente dodici chihuahua, tra cui vecchi e giovani, e ora ho anche una nuova arrivata! Si chiama Tokyo ed è un Bulldog Francese. Le voglio troppo bene! Ritornando ai traguardi… Partecipai al Gran Premio e lo vinsi con Heartbeat, un mio attuale cavallo. Partecipai poi ai Campionati Italiani e mi classificai quarta, un bellissimo traguardo, cui ho lavorato molto. Diciamo che la mia vita è piena di alti e bassi e cerco sempre di affrontarli con determinazione e ottimismo, senza essere troppo negativa”.

 

G.: “Ok, Nicole, grazie! Diciamo che sei riuscita a sorprendermi e a commuovermi. Sono le 18:00 e per oggi è tutto da Radio KissKiss e Nicole Cereseto!”

 

Nichi: “Ciao a tutti! E’ stato un piacere!”.

INTERVISTA A MONICA DE GENNARO

Di Maia Cassia 2^A 

Presentatore: “Buongiorno a tutti a tutte, cari ascoltatori e ascoltatrici. Sono le 7:57 della mattina del 4 ottobre 2025: stamattina la giornata è soleggiata e mite nelle zone del Nord Italia. Ora passo la linea a Maia Cassia, giornalista sportiva che oggi intervisterà un ospite inaspettato… buon ascolto e buona mattinata”. 

Giornalista, Maia Cassia (G.): “Grazie mille, Giuseppe. Benvenuti a Radio Sport. Oggi intervisteremo un personaggio significativo per la nazionale femminile di pallavolo. Diamo il benvenuto a Monica De Gennaro, ex libero della nazionale italiana. Ciao Monica!” 

Monica De Gennaro (MDG): “Ciao a tutti, e a tutte, ovviamente”. 

G.: “Allora, partiamo col botto, cosa ne pensi del tuo percorso e della tua carriera?”. 

MDG: Mmmh… Domanda complicata. Allora, sicuramente sono contenta di aver vinto quasi ogni anno dal 2008 il premio per miglior libero in tanti campionati diversi, e che, anche se mi sembra un po’ improbabile, magari vincerò in futuro. Comunque sì, sono soddisfatta perché questo era il sogno di una vita, ma non mi monto la testa perché, anche se ho ben presente di essere una giocatrice forte e tecnicamente matura, dentro di me c’è sempre quella voglia di migliorare e quella spinta che ti porta fare sempre di più. 

G.: “Perfetto, invece, se si parla di gioco di squadra? Hai mai affrontato degli ostacoli di questo genere nel tuo percorso?”. 

MDG: “A dire la verità no, perché dato che il mio compito è la ricezione, il mio allenatore mi segnala come errore tecnico, se, invece di passare la palla all’alzatore, la butto direttamente al di là della rete, anche perché poi si perde la possibilità di schiacciare”. 

G.: “Invece, che ostacoli si sono presentati sulla tua strada fino al successo?”. 

MDG: “All’età di quattordici anni mi sono trasferita a Vicenza, in Veneto, e nella nuova scuola non sono stata accolta nel migliore dei modi, soprattutto perché sono di Sant’Agnello, in provincia di Napoli. Comunque mia sorella mi ha aiutata ad integrarmi e poi per il resto è andato tutto liscio”. 

G.: Come ti descriveresti in tre parole nel tuo modo di vivere la pallavolo?” 

MDG: “Diligente, euforica ed inclusiva”. 

G.: “Ottimo! Prossima domanda: che emozione provi quando giochi?”. 

MDG: “Sicuramente agitazione e tensione, ma, se non fosse così, non sarei concentrata e non darei il meglio di me”. 

G.: “Concludiamo con l’ultima domanda: quali sono state le tue principali sconfitte?”. 

MDG: “Purtroppo ce ne sono veramente poche; dico purtroppo, perché le sconfitte ti fanno capire dove devi migliorare e ti aiutano anche a riflettere su quali sono i tuoi punti di forza”. 

G.: “Benissimo. Grazie mille Monica! A presto! MDG: “Grazie a voi! Ciao!”.

Le interviste ai nostri modelli di vita (Classe 2A, prof.ssa Irene Pasqualini)